La normativa della Certificazione energetica

Quali sono le norme che hanno creato l’obbligo della certificazione energetica? Come siamo arrivati all’attuale APE?

1991: CERTIFICAZIONE ENERGETICA E LEGGE 10/91

Legge dal titolo: Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia

Nasce con l’intento di razionalizzare l’uso dell’energia per il riscaldamento; nonostante già negli anni ottanta ci fossero linee di pensiero che convergevano verso questa direzione, questa è la prima legge che mette una pietra miliare su quella che sarà in futuro tutta la politica del risparmio energetico. La legge 10-91 impone di redigere a cura di un professionista una relazione tecnica da depositare nel comune dove ha sede l’edificio in due copie (una di solito viene restituita timbrata). Sono soggette tutte le abitazioni; per quelle di nuova costruzione la relazione va redatta e consegnata prima dell’avvio dei lavori di costruzione.

1993: DIRETTIVA 93/76 CE
L’articolo 2 della direttiva intesa a limitare le emissioni di biossido di carbonio migliorando l’efficienza energetica (SAVE)
stabilisce che
“Gli Stati membri devono attuare programmi concernenti la
certificazione energetica degli edifici, che consiste nella descrizione dei loro parametri energetici e deve permettere l’informazione dei potenziali utenti
di un edificio circa la sua efficienza energetica. Lo stesso articolo afferma che la procedura di certificazione può anche comprendere opzioni per migliorare tali parametri energetici”.

2002/91/CE (EPDB – Energy Performance Building Directive)

La EPBD (Energy Performance Building Directive) si pone l’obiettivo di “ ….. promuovere il miglioramento del rendimento energetico degli edifici nella Comunità, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni per quanto riguarda il clima degli ambienti interni e l’efficacia sotto il profilo dei costi”. E’ stata successivamente recepita da una moltitudino di decreti legisltivi italiani: Dlgs 192/05, Dlgs 311/06, DPR 59/09, DM 26/6/09, DPR 75/13. Ecco cosa contiene:

  • Un quadro generale di una metodologia per il calcolo del rendimento energetico integrato degli edifici
  • L’applicazione di requisiti minimi in materia di rendimento energetico degli edifici di nuova costruzione
  • L’applicazione di requisiti minimi in materia di rendimento energetico degli edifici esistenti di grande metratura sottoposti a importanti ristrutturazioni
  • La certificazione energetica degli edifici
  • Ispezione periodica delle caldaie e dei sistemi di condizionamento d’aria negli edifici, nonché una perizia del complesso degli impianti termici le cui caldaie abbiano più di 15 anni.

Direttiva 2009/28/CE  –
Promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili

Sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Nel marzo 2007 il Consiglio europeo aveva lanciato una strategia europea per incentivare l’uso delle rinnovabili. La strategia “20-20-20” aveva stabilito per l’Unione Europea tre obiettivi da raggiungere entro il 2020: ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale); ridurre i consumi energetici del 20% aumentando l’efficienza energetica; soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili.
Dopo questa dichiarazione di intenti, nel dicembre del 2008, era stato approvato il Pacchetto Clima ed Energia, che istituiva sei strumenti legislativi europei volti a tradurre in pratica gli obiettivi al 2020. Il primo di questi sei era la Direttiva Fonti Energetiche Rinnovabili (Direttiva 2009/28/CE).

2010/31/UE (EPDB- Recast)

E’ un’aggiornamento della precedente EPBD, prevede fra i punti più salienti introdotti:

  • Modalità di calcolo della certificazione energetica
  • Imposizione di requisiti di prestazione energetica degli edifici nuovi ed esistenti
  • Immissione sul mercato della qualità energetica degli edifici (certificazione energetica)

2012/27/UE – Sull’efficienza energetica

Consiste nell’imposizione di requisiti di risparmio energetico complessivo agli stati membri – Diagnosi energetiche, ruolo esemplare degli enti pubblici.

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